Novembre è il mese della pienezza autunnale, le piante lasciano cadere le ultime foglie ed iniziano le prime brinate. Per ora tutto tace, tutto riposa ma solo in modo apparente. Se girate nei boschi vi accorgerete che sono pieni di brioso darsi da fare e camminare assume un fascino particolare perché ci si immerge nei mille colori di cui la natura si tinge. Gli abitanti del bosco si preparano ad affrontare i rigori stagionali che presto arriveranno ad è tutto un viavai di scoiattoli, cinciallegre, cincie, pettirossi. Se amate gli amici pennuti sappiate che apprezzeranno mangiatoie di fortuna dove abbondino semi di miglio, canapa, avena, frumento, girasole e mais. Buona parte degli uccelli che popolano i nostri giardini sono golosi anche di arachidi, nocciole, pinoli e frutta fresca come per esempio mele o cachi. Tutto si prepara a raccogliersi in un’intimità autunnale, le giornate si accorciano e viene il tempo di riflessioni e della consapevolezza di un ciclo che si chiude in attesa di nuove rinascite.

È il periodo in cui tutti i camini della cascina vengono accesi con la legna raccolta durante l’anno e viene naturale sedersi di fronte davanti al fuoco scoppiettante a meditare. E’ proprio così che è nata la filastrocca casareggese che ho scritto una sera di molti anni fa e che ho voluto fosse inserita nel mio libro “La mia cucina poesia di vita”. E’ il tempo del raccoglimento interiore, così come fa la natura, il tempo giusto per raccogliere forza e nuova vita per risvegliarsi a primavera.

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