Marzo deve questo nome a Marte (Martius, in latino), dio romano della guerra, a cui erano attribuiti il raccolto primaverile e la guerra. Marzo, come dice un famoso proverbio, è un mese pazzerello, perché si alternano giorni (o anche solo mezze giornate) di sole intenso a intense piogge e freddo. Dà la sensazione che sia arrivata definitivamente la primavera e poi basta un niente per far ritornare quel clima gelido dell’inverno. Tempo di nuovo, di aria fresca, di pulito, tempo di riflettere su quale impronta vogliamo lasciare sulla Terra, sull’impatto che le nostre azioni hanno sul pianeta in termini di consumo di acqua, di energia e di produzione di CO2. Tutto ciò che quotidianamente e senza riflettere facciamo ha una  ricaduta non solo sul pianeta, ma soprattutto sul cibo a tavola e sul carrello della spesa, perché consumiamo troppo, sprechiamo troppo e ne paghiamo le conseguenze. E’ importante che ognuno di noi lo sappia, lo dica e lo faccia: è fondamentale praticare e diffondere sani comportamenti che ricreino la giusta armonia tra l’uomo e la natura, è essenziale coltivare e spronare ogni persona al rispetto di se stessa, della natura, delle cose intorno e degli altri. Parafrasando Marco Aurelio, non conviene sprecare tempo a discutere come dovrebbe essere una buona persona, è meglio fare in modo di esserlo. Il mondo può cambiare se ognuno di noi cambia, dobbiamo ricordarci che facciamo tutti parte di un identico disegno e abitiamo tutti la stessa casa.

 

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