Curiosa parola Carnevale: fu inventata agli albori del medioevo per indicare il giorno in cui “si leva la carne” (carne-levare) ossia il mercoledì delle ceneri che segna l’inizio della Quaresima che come sappiamo è il periodo in cui la norma del calendario ecclesiastico prevedeva l’obbligo di astenersi dal consumo di carne e grassi animali come sacrificio preparatorio in attesa della Pasqua. Ma per qualche strana ragione il termine invertì il proprio significato originario e passò ad indicare l’opposto e cioè il periodo precedente la Quaresima, in cui mangiare carne era invece lecito e la “festa” la si faceva agli animali. Tradizionalmente questo periodo si faceva infatti iniziare il giorno di S. Antonio che, per inciso, era invece il santo patrono del maiale e degli animali domestici che inconsapevoli di tali e tante contraddizioni paradossali si facevano immolare sulle tavole. Carnevale celebra insomma il trionfo della carne, il grasso che contrasta il magro, il fritto che si contrappone ai pesci e alle verdure e che prende molteplici forme tipiche dei dolcetti: sfrappole, chiacchere, cenci, zeppole, frittelle, castagnole e chi più ne ha ne metta visto che la verità di nomi e forme che caratterizzano il nostro paese è grandissima. Come sempre a Cascina prendiamo il meglio da tante antiche e golose tradizioni e le traduciamo in ricette appetitose ma anche leggere perché l’importante è festeggiare con gusto in compagnia.

Lucia Rossotti, titolare e Chef Patron del Ristorante Cascina Casareggio

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